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Hogwarts Legacy (PS5) - Recensione

Recensione in breve

Questo titolo non ha solo soddisfatto le nostre aspettative, ma le ha superate, creando un nuovo elevatissimo standard di adattamento videoludico, non solo del Wizarding World. Indipendentemente dalla qualità del prodotto finale, in questo caso alta ma non impeccabile, ciò che traspare come il merito più grande del developer Avalanche Studios è l’amore per il materiale d’origine e il rispetto per i fan. Gli sviluppatori ci hanno viziati con un livello di cura dei dettagli, con la creatività nell’adattamento di meccaniche come il combattimento, con l’espansione dei settings del mondo magico e della lore, che contribuiscono a rendere questo titolo una perla rara.

 

Immagine di copertina del videogioco

 

Introduzione

Hogwarts Legacy esaudisce i desideri più sfrenati dei fan, i nostri desideri: ricevere la lettera di ammissione ad Hogwarts (seppure in ritardo, noi l’aspettavamo da 20 anni…) e diventare studenti della scuola di magia e stregoneria più famosa del mondo!

Trama

Gli eventi narrati sono ambientati 100 anni prima che un certo studente con gli occhiali tondi e una strana cicatrice venisse al mondo. Difatti, la storia non scomoda gli eventi narrati nei 7 libri né i suoi protagonisti, ma introduce personaggi tutti nuovi, tra cui alcuni professori con cognomi celebri. Il protagonista della storia sarà un giovane mago o strega, ammesso alla scuola solo al quinto anno, per motivi inizialmente ignoti. Sarà il giocatore a creare il personaggio e a decidere il suo destino.

La fase di creazione del personaggio non permette una personalizzazione estrema: si potrà infatti scegliere genere, voce, volto e acconciatura, pescando da una lista abbastanza varia di preimpostati. Ci è pesato un po’ non avere la possibilità di modificare ulteriormente le caratteristiche fisiche del nostro personaggio attraverso slider, che è lo standard per gli RPG già da qualche anno. Sarà possibile collegare il proprio account Warner Bros e Wizarding World (ex Pottermore) per importare i risultati dei questionari per scoprire la tua casa di appartenenza e la tua bacchetta.

La storia risulta originale nonostante la sua semplicità: il protagonista è l’erede di un antico potere, di cui goblin e maghi oscuri vogliono impossessarsi per conquistare il mondo magico. Durante lo svolgersi degli eventi spicca fortemente la qualità della scrittura, sia della storia principale che delle quest secondarie che, seppure ricadano nei classici archetipi (fetch quest, kill contract, time trial), risultano ben contestualizzate nel mondo magico e collaborano a creare la giusta immersione.

Nonostante si parli di morte, magia oscura, bracconaggio e maledizioni senza perdono, il tono della narrazione non è mai eccessivamente cupo. Il punto di vista è giustamente quello di un adolescente, che non realizza appieno il pericolo delle situazioni in cui si trova. Tuttavia, questa storia affronta temi del mondo magico a cui non si era dato grande peso nelle altre opere, cercando di contestualizzarle in maniera credibile. Schiavitù dei goblin, utilizzo improprio della magia, bracconaggio degli animali fantastici, sono solo alcuni dei temi che Hogwarts Legacy cerca di stabilire in modo coerente nella lore del Wizarding world, sottolineandone gli effetti e di conseguenza facendoci riflettere.

 

Trailer ufficiale di uscita del gioco

Morality system

Una nota dolente è la mancanza di un vero effetto sul mondo di gioco delle nostre scelte. In questo titolo potremo usare maledizioni senza perdono, vagare nel castello durante la notte, scassinare qualunque serratura e svuotare ogni forziere senza nessuna conseguenza sul mondo e nessuna reazione degli NPC. Nonostante ci siano delle meccaniche di stealth e alcuni livelli in cui il gioco ci chiederà di non essere visti, questo concetto non si applica al di fuori di quelle occasioni, rendendo lo stealth completamente opzionale. Sarebbe stato bello vagare nel castello di notte con la minaccia di essere scoperti da un prefetto e messi in castigo, oppure essere inseguiti da un Auror e rinchiusi ad Azkaban per aver usato Crucio su un nemico.

 

Immagine di gioco

Setting

Cornice della nostra avventura saranno le highland scozzesi, più precisamente la regione di Hogwarts e i suoi dintorni. Questa terra è completamente abitata da maghi o maghinò, quindi non ci saranno babbani da cui nascondersi. La mappa è molto ampia (ben 7.65 km^2) e perlopiù occupata da paesaggi naturali con diversi biomi (praterie, foreste, paludi, spiagge, formazioni rocciose). Completano il paesaggio insediamenti umani come villaggi, castelli abbandonati e accampamenti, dove potremo trovare negozianti, collezionabili e qualche missione secondaria. Le zone più dense, in termini di esplorazione, sono il castello di Hogwarts, il villaggio di Hogsmeade e la foresta proibita, ma l’intera mappa è costellata di grotte e anfratti da scoprire e depredare.

La mappa è molto ben congeniata, divisa in “zone” con nemici di livello sempre più alto, man mano che ci si allontana dal castello. Nonostante questo, la regione è sempre esplorabile liberamente (ad eccezione del prologo, in cui seguiremo un percorso lineare e saremo “bloccati” nel castello). Nonostante la possibilità di sbloccare dei punti di viaggio rapido, ci siamo trovati spesso a volare da un punto all’altro utilizzando la scopa o le diverse cavalcature, perché è un’esperienza davvero magica e non potrete farne a meno!

Hogwarts

Veniamo finalmente al vero protagonista di questo gioco, la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts! Non solo è il centro nevralgico della mappa e motore della storia, ma è un luogo talmente dinamico e vibrante da poter essere considerato quasi vivo. Il castello è stato ricreato in maniera magistrale, fedele a libri e film per le parti mostrate e descritte, andando a riempire i vuoti in maniera coerente e con un tocco di originalità.

La scuola è ricca di attività da svolgere al suo interno, come lezioni, missioni secondarie per i nostri compagni, collezionabili da raccogliere e segreti da svelare. Questo ci porterà a girovagare per molto tempo tra i labirintici corridoi, ma sarà la meraviglia e la curiosità il motore principale della vostra esplorazione. Durante il giorno, la scuola si popola di studenti dediti alle attività più disparate, gatti, elfi domestici, quadri parlanti e scale che svaniscono. Tutto contribuisce a creare un livello di immersione che vi terrà ore a girare per il castello per il puro gusto di farlo. Vi troverete ad imparare incantesimi opzionali solo per essere in grado di aprire quella porta e scoprire cosa si cela all’interno della torre più alta o del sotterraneo più nascosto!

Hogwarts non sarà solo un luogo da vivere e da esplorare, ma fungerà da vera e propria base operativa. La stanza delle necessità ci metterà a disposizione un ampio spazio completamente personalizzabile, in cui preparare le nostre pozioni, coltivare le nostre piante e allevare i nostri animali fantastici. Utilizziamo le parole “completamente personalizzabile” non a caso: sarà possibile cambiare stile e colore a pareti e pavimenti, appendere quadri e decorazioni, piazzare mobili e statue come più ci piace. Una meccanica divertente, ben implementata e dalle mille possibilità, con cui abbiamo speso molte, molte ore.

Combat system

Uno dei punti di forza di questo titolo è il sistema di combattimento, che incorpora tutti gli incantesimi visti nella saga in maniera armonica e molto dinamica. Avremo a disposizione un attacco di base che non danneggia molto il nemico ma che non ha cooldown. Gli incantesimi principali che utilizzeremo per il combattimento verranno imparati a lezione e sono divisi in 4 categorie: controllo, danno, forza e trasfigurazione. Ogni categoria ha un colore diverso, associato al colore degli scudi nemici, che potremo rompere solo utilizzando l’attacco giusto. Eventuali attacchi di base o incantesimi di categoria diversa verranno respinti dallo scudo nemico e talvolta ci si ritorceranno contro.

Per parare avremo a disposizione l’incantesimo Protego, una barriera che blocca quasi tutti gli attacchi e che, utilizzata col giusto tempismo, ci permetterà di contrattaccare automaticamente. La schivata verrà utilizzata principalmente per allontanarsi da situazioni di accerchiamento o per evitare attacchi non parabili. Sarà possibile utilizzare pozioni per recuperare la vita, avere temporaneamente maggiore resistenza, ridurre il cooldown degli incantesimi e così via. Potremo infine utilizzare piante da combattimento, come la mandragola o il cavolo carnivoro, per stordire il nemico o procurargli danno e distrarlo.

Sarà possibile utilizzare un approccio stealth per quasi tutti gli encounter, utilizzando un incantesimo di disillusione che ci renderà quasi invisibili. Una volta attivata la “modalità stealth” basterà aggirare i nemici e prenderli alle spalle per lanciare Petrificus Totalus e sconfiggerli con un colpo solo. Questa meccanica è leggermente sbilanciata, perché sarà possibile one-shottare qualsiasi nemico, anche di livello più alto del nostro, rendendo alcuni combattimenti più facili di quanto dovrebbero essere.

Ciliegina sulla torta sono le maledizioni, ovvero gli incantesimi senza perdono, che ci permetteranno di scatenare il mangiamorte che è in noi. Crucio infliggerà gravi danni al nemico, con Imperio obbligheremo il nemico a combattere contro i suoi compagni, e Avada Kedavra…è l’anatema che insta-killa! Questi incantesimi saranno sbloccabili durante alcune missioni principali, ma potremo decidere se impararli o no, rendendoli davvero un taboo come nella saga, ma anche una dolce tentazione. Grande assente Expecto Patronus, vista la mancanza di dissennatori…

Livellamento ed equipaggiamento

Durante la nostra partita, riceveremo moltissimi punti esperienza superando le missioni e sconfiggendo nemici. Gli XP ci faranno salire di livello, il che aumenterà la barra della vita e ci darà punti da spendere nell’albero delle abilità: questo è diviso in 5 categorie, e ci darà la possibilità di potenziare incantesimi, pozioni, utilizzo delle piante oppure sbloccare abilità migliorate nello stealth e nel crafting. Non sarà possibile sbloccare tutti i talenti, quindi bisognerà scegliere quelli più adatti al proprio play-style.

I livelli sono anche legati all’abbigliamento: sconfiggendo i nemici o aprendo i forzieri nascosti, sarà infatti possibile collezionare item con un livello associato. È possibile personalizzare il proprio personaggio con cappelli, occhiali/maschere, sciarpe, cappotti/mantelli e completi. L’abbigliamento in Hogwarts Legacy non modifica solo l’aspetto, ma dona anche dei potenziamenti al personaggio. Sarà inoltre possibile migliorare l’abbigliamento ottenuto e associargli dei vantaggi aggiuntivi, come danno verso determinate creature o potenziamento di un determinato incantesimo. A livello estetico, ogni capo può assumere le sembianze di qualsiasi altro già sbloccato, dandoci la possibilità di scegliere il look che più ci piace. I look vanno dai più stilosi ai più pazzi, permettendo di creare degli outfit fuori dal mondo anche per un mago!

Aspetti tecnici

Questo titolo offre diverse impostazioni grafiche tra cui scegliere. Innanzitutto ci sono quattro modalità:

  • Performance, che riduce la risoluzione grafica per mantenere i 60 FPS fissi. Il framerate è effettivamente costante, anche se si accentua l’effetto pop-up, soprattutto per gli oggetti distanti in campo aperto
  • Fidelity, che riduce gli FPS a 30 (sempre costanti) ma spinge di più sulla qualità dell’immagine, luci ed effetti ambientali
  • Fidelity con raytracing
  • Bilanciato

Noi abbiamo scelto fidelity mode con raytracing, in quanto non ci sono cali di framerate e 30 FPS sono sufficienti a godere di questo gioco. Inoltre è possibile attivare o disattivare alcune impostazioni specifiche, come frame rate limitato, motion blur, profondità di campo, aberrazione cromatica e grana pellicola. Sono numerosissime anche le impostazioni di accessibilità, che permettono anche ai giocatori con difficoltà visive di godere di questo titolo.

Il comparto grafico di questo gioco è solido, considerando le precedenti esperienze del developer. I modelli dei personaggi non urlano next-gen, e le espressioni facciali non sono molto profonde. Discorso diverso per gli abiti, gli oggetti e le animazioni, che sono molto più realistici. Gli ambienti esterni sono ben costruiti e caratterizzati, con effetti di luce e particelle che creano il giusto ambiente, ma non possiamo definirli sorprendenti. Ciò che invece sorprende, settando anche un nuovo standard, sono gli ambienti interni, che presentano un livello di dettaglio e di realismo nella riflessione luminosa che sorprendono anche un occhio poco esperto.

I caricamenti sono molto rapidi, durante l’avvio del gioco e utilizzando il viaggio rapido. Durante l’esplorazione non ci sono schermate di caricamento, neppure entrando e uscendo dagli edifici, anche se a volte le porte si “bloccheranno” per permettere alla consolle di caricare i dettagli della prossima stanza/ambiente esterno.

Conclusione

Questo titolo merita tutto il successo che ha avuto (850 milioni di dollari solo nei primi dieci giorni): è un titolo di qualità elevata, che declina molto bene il concetto di open world. L’ambientazione del Wizarding World ha una grande fanbase, le cui aspettative sicuramente alte avrebbero potuto portare ad un prodotto incompleto o a forzature che avrebbero potuto sfavorire il gameplay. Avalache invece ha sfruttato questa IP come base su cui costruire un gioco che intrattiene, immerge e fa sognare. Hogwarts Legacy è il nuovo paradigma di un adattamento videoludico che non solo rispetta il materiale sorgente, ma lo eleva.

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Tempo di lettura stimato: 5 min