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Dead Island 2 – Recensione
dead island 2 cover

Recensione in breve

Dambuster studio ci porta in una Los Angeles infettata da un virus zombie (pertanto rinominata Hell-A), da cui provare a scappare in tutti i modi, ma non prima di essersi divertiti ad uccidere mangia-cervelli nei modi più assurdi e fantasiosi possibili! Questo titolo ci offre ore di sfrenato e violento divertimento, ricco di smembramenti sorprendentemente realistici. Nonostante la scarsa varietà delle missioni, il combattimento solido e stratificato regala un’esperienza di gioco appagante per gli amanti del genere, sia in modalità giocatore singolo che multiplayer.

Introduzione

Dead Island 2, sequel diretto di Dead Island e Dead Island: Riptide, è ambientato 15 anni dopo che l’apocalisse zombie ha colpito l’isola di Banoi. La produzione di questo titolo è stata lunga e travagliata: annunciato inizialmente all’E3 del 2014, il gioco è stato sviluppato inizialmente da Techland, con una data di uscita fissata al 2015. Affidato successivamente a Yager dal 2012 al 2015, poi a Sumo dal 2016 al 2019, è giunta infine nelle mani di Dambuster Studio, che l’ha portato finalmente a compimento. Questi numerosi passaggi di mano, cambi di direzione e periodi di incertezza si riflettono sul risultato finale, anche se il prodotto mantiene una sua identità, coerenza e cura dei dettagli.

Trama

Dead Island 2 si apre con una sequenza frenetica e un po’ caotica, in cui vengono introdotti i sei protagonisti, un volto noto dei capitoli precedenti, nonché un quadro generale della situazione. L’infezione si è diffusa anche in California, il piano di evacuazione è in corso, ma gli infetti sono troppi e la situazione sta sfuggendo di mano. L’aereo su cui si trovano i nostri protagonisti precipita poco dopo il decollo, abbandonandoli di nuovo nella zona evacuata, ormai piena di zombie inferociti. L’obiettivo dei nostri eroi rimane quello di fuggire, ma dovranno combattere per riuscirci. Sarà possibile scegliere tra sei protagonisti diversi, ognuno con un background, un carattere e skill uniche, ma accomunati da una rara immunità al virus. Questo gli permette di non trasformarsi in zombie, bensì di sfruttare la forza mostruosa dovuta alla mutazione in maniera cosciente e controllata. La campagna principale, affrontabile in single player o multiplayer cooperativo online, è molto lineare e con una scrittura che non osa. Ciò che spicca nella scrittura sono un tono sempre scherzoso e sopra le righe, condito con tanto humor, talvolta piacevolmente nero. Un punto a sfavore di questo titolo è l’eccessiva ripetitività delle missioni, che consistono troppo spesso in “raggiungere un punto” e “uccidere tutti gli zombie” presenti nell’area. Troppo ripetitivi anche gli “enigmi ambientali” dove è richiesto di riparare circuiti elettrici sostituendo i componenti, oppure trovare le valvole per aprire le condotte. Queste sezioni vengono normalmente utilizzate per creare variazione nel ritmo della narrazione, per spiegare a voce alcuni concetti o approfondire il background dei personaggi, ma in questo titolo creano solo un senso di stallo. Un’altra nota di demerito va data alle boss fight, mai fuori dagli schemi di combattimento classici. Troppo spesso queste sezioni vengono utilizzate per introdurre una nuova tipologia di nemico, che poi ritroveremo durante tutto il resto del gioco. La campagna ha una durata di circa 20 ore, che raddoppiano se il giocatore vorrà completare tutte le missioni secondarie, raccogliere i collezionabili e livellare al massimo il personaggio e qualche arma. La trama si interrompe molto bruscamente, lasciandoci in attesa di un eventuale DLC o terzo capitolo.

Setting

Il gioco si svolge nella Città degli Angeli, normalmente sede di celebrità e vita mondana, ma che con l’infezione si è trasformata in un inferno (Hell-A appunto). Il mondo di gioco non è propriamente un open world, bensì è un insieme di 10 zone, collegate tramite varchi militari, ognuna delle quali è densa di contenuti e segreti da trovare, ma non troppo estesa. Alcune zone come Venice Beach, Santa Monica e Hollywood Boulevard sono molto riconoscibili, ma non sono gli unici elementi realistici del gioco: possiamo infatti trovare numerosi richiami alla cultura californiana e anche qualche critica ai suoi eccessi, non solo sparsi per il mondo di gioco, ma anche attraverso i personaggi, i dialoghi e le battute. Nonostante ci sia molto da esplorare in queste zone, il giocatore non viene mai eccessivamente premiato per l’esplorazione, togliendoci un po’ di quella motivazione necessaria ad apprezzare una mappa così strutturata.

Dead-Island-2 - gameplay1

Immagine di gioco

Combat system

Il punto di forza di questo titolo è rappresentato da un combat system solido, divertente e bello da vedere. Il gameplay è una diretta evoluzione dei titoli precedenti, in cui lo sterminio dei non morti è principalmente affidato alle armi bianche, integrando però armi da fuoco, armi da lancio e corpo a corpo nel mix. La mappa è inoltre disseminata di “trappole ambientali”, che possono essere utilizzate in combinazione con attacchi elementali per moltiplicare i danni e creare sequenze. Le reazioni a catena che è possibile scatenare con un po’ di tempismo e fantasia hanno effetti talvolta imprevedibili: non sarà raro restare vittima di esplosioni causate indirettamente da noi stessi. L’impatto delle armi e il loro raggio di azione possono talvolta sembrare scostanti, ma le fisiche sono ben congeniate, e combinate con un gore system impressionante visivamente e tecnicamente, creano un realismo splatter che intrattiene per ore.

Gore system

Il fiore all’occhiello di questo titolo è sicuramente l’innovativo gore system (sistema di simulazione dei danni fisici) chiamato F.L.E.S.H.: Fully Locational Evisceration System for Humanoids (Flesh in inglese significa carne, mentre l’acronimo esteso si traduce in “sistema di evisceramento per umanoidi completamente localizzato”), che permette una risposta dettagliata e realistica dei corpi dei nemici dai nostri attacchi. Il sistema infatti produce tagli, lacerazioni e smembramenti compatibili con i colpi da noi inferti, la grandezza e il peso dell’arma, l’area colpita ed eventuali colpi consecutivi. Grazie a questo sistema, sarà possibile limitare i movimenti dei nemici menomandone gli arti, o scatenare delle mosse finali che si adatteranno all’arma che state utilizzando. Anche gli abiti vengono danneggiati allo stesso modo dei corpi, rendendo l’effetto ancora più realistico. Per un gioco la cui estetica si basa molto sul gore, il sistema F.L.E.S.H. rappresenta la ciliegina sulla torta.

Livellamento

Il leveling system di Dead Island 2 si distingue da un albero delle abilità tradizionale, facendo uso delle carte abilità, carte da gioco che rappresentano le possibili skill di un personaggio e possono essere sbloccate con i punti abilità. Le carte abilità attive possono essere scambiate in qualsiasi momento, permettendo ai giocatori di sperimentare diverse build senza dover iniziare una nuova partita. Le carte sono di cinque tipi: abilità innate, capacità, superstite, ammazzazombi e numen. Ogni carta dona un’abilità o un potenziamento che può cambiare radicalmente l’esperienza di combattimento, come ad esempio sostituire la parata con una schivata. Le carte attive non donano solo bonus, ma anche dei malus associati e possono aumentare il livello di autofagia, rendendo il personaggio sempre meno umano. Questo aumenta il danno inflitto, ma riduce la vita e l’effetto dei medpack, obbligandoci quindi a trovare un equilibrio. Le abilità innate all’inizio del gioco rendono l’esperienza abbastanza sbilanciata tra i diversi personaggi sbloccabili, ma con l’aumentare del livello del giocatore, gli svantaggi vengono presto colmati dalle altre carte.

dead island 2 carte

Schermata di selezione delle carte abilità

Equipaggiamento

Uno dei punti di forza di questo titolo è sicuramente la grande varietà di armi a disposizione per sterminare orde di non morti: queste si distinguono in armi da mischia e da distanza, si dividono per categoria e per rarità. Tutte le armi possono essere potenziate, aggiungendo danni collaterali elementali che aggiungono un ulteriore livello di dettaglio al combattimento. Il livello delle nostre armi aumenterà con il livello del personaggio, aumentandone il danno e la durabilità. Nonostante le armi si rompano fino a non essere più utilizzabili, queste possono sempre essere riparate al banco da lavoro utilizzando i materiali che raccoglieremo nel mondo di gioco. Questo ci permetterà di affezionarci alle nostre armi preferite e di portare le migliori con noi fino alla fine del gioco. Il crafting system trasforma armi comuni in arnesi poco realistici e sopra le righe, ma super-efficaci contro gli zombie. C’è una buona varietà di armi da fuoco, che all’inizio possono sembrare poco potenti, ma livellate e modificate diventano davvero letali.

dead island 2 equipagiamento

Equipaggiamento sopra le righe

Aspetti tecnici

Il gioco ha un comparto grafico notevole, nonostante sia ancora basato su un motore grafico non nuovissimo come Unreal Engine 4. Questo titolo offre una sola modalità grafica in 4K a 60 FPS non costanti, producendo dei cali di framerate (non troppo eccessivi) nei momenti di combattimento più frenetici, con tanti nemici o tanti effetti ambientali attivi a schermo. Le cutscene sono sempre renderizzate con la stessa grafica di gioco, con personaggi che si muovono molto e interagiscono con gli oggetti presenti intorno a loro. Le animazioni sono molto dettagliate, e il già descritto F.L.A.S.H. system è una gioia per gli occhi degli amanti dello splatter. Il comparto sonoro è molto buono per quanto riguarda i rumori ambientali e gli effetti, mentre il doppiaggio non è sempre ben integrato con il contesto. Nonostante ciò, il cast è molto numeroso e ogni personaggio ha una voce unica e un doppiaggio che riflette il carattere sopra le righe dei protagonisti. Un aspetto tecnico da sottolineare è la presenza di Alexa Game Control, un assistente vocale in-game a cui è possibile chiedere di svolgere diversi compiti, tra cui cambiare arma o guidarci verso un punto di interesse. Sfortunatamente, questa feature è utilizzabile solo su Xbox e PC, esclusivamente negli Stati Uniti, in Canada e in UK. È un peccato non poter godere di questa funzione anche in Italia, ma è un aspetto tecnico appena introdotto nel campo videoludico, da tenere d’occhio per il futuro. Una nota di demerito va data alla modalità cooperativa multiplayer online, che permette di giocare con due amici, ma soltanto se questi hanno raggiunto il nostro stesso livello di avanzamento delle missioni. Questo comporta di doversi coordinare anche quando non si gioca insieme, rendendo più difficile utilizzare la modalità. Il matchmaking è molto lento e può portare a crash, ma siamo sicuri che gli sviluppatori sistemeranno presto questi problemi tecnici nelle prossime patch.

Conclusione

Dead Island 2 offre tanto divertimento e rappresenta una sandbox piena di possibilità, che ci permetteranno di esprimere tutta la nostra creatività nell’uccidere orde di zombie, da soli o in compagnia dei nostri amici. Gli sviluppatori sono riusciti a resuscitare un progetto che sembrava destinato alla cancellazione, creando un prodotto di pregevole fattura, che intrattiene e sorprende con un comparto tecnico degno di ammirazione. Auspichiamo un terzo capitolo con una maggiore varietà di missioni e una narrazione più ispirata, per portare avanti un franchise che ha le potenzialità per restare sotto i riflettori negli anni avvenire.

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Tempo di lettura stimato: 10 min