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Starfield - Recensione
recensione starfield

Sono pochi e poco frequenti i videogiochi che, dal momento del loro annuncio a quello dell’uscita, generano così tanto interesse, curiosità e aspettative nella comunità del gaming come ha fatto Starfield. I titoli di Bethesda sono sempre attesi con trepidazione da tantissimi fan, ma questo in particolare ha generato un flusso sempre crescente di notizie, rumors e una copertura mediatica fuori dal normale. Questo perché Todd Howard e i suoi hanno fatto, come sempre, un lavoro di comunicazione che qualunque altra casa videoludica dovrebbe prendere come modello. Complice la nuova IP in più di 25 anni e la reputazione dello studio di proprietà di Microsoft, nonché la promessa di un’avventura spaziale ricca ed emozionante. Le promesse di Bethesda ormai sono quasi proverbiali quanto quelle “da marinaio”, dato che non sempre sono state rispettate, ma stavolta dobbiamo riconoscere il merito di uno studio che è riuscito di nuovo a stupirci, con una qualità al lancio senza precedenti.

Trama

Siamo nell’anno 2330, in una galassia ormai colonizzata dal genere umano, che ha dovuto definitivamente abbandonare un pianeta Terra ormai inospitale, per raggiungere nuovi sistemi e creare degli insediamenti. Questa colonizzazione ha portato alla creazione di due fazioni, le United Colonies e il Freestar Collective, che hanno da pochi anni firmato un trattato di pace dopo l’ultima di una serie di guerre galattiche per il controllo di alcuni sistemi e stazioni spaziali strategici. La pace tra le due fazioni è molto fragile, mentre gruppi di pirati spaziali, contrabbandieri e malviventi rendono i sistemi colonizzati un luogo pericoloso da esplorare. In questo contesto, un minatore anonimo si imbatte in un artefatto di natura presumibilmente aliena, che gli scatena delle visioni particolari e lo fa svenire. Al suo risveglio incontra il committente del lavoro di ritrovamento, un tale Barrett, che si scopre essere un membro di Constellation, una leggendaria fondazione di esploratori, il cui scopo è quello di scoprire i misteri dell’universo. Barrett ci spiega che anche lui, e nessun altro oltre a noi, ha avuto delle visioni venendo a contatto col manufatto, e ci invita quindi a portare il ritrovamento al quartier generale di Constellation, a Nuova Atlantide, capitale delle United Colonies, per unirci a Constellation e svelare il mistero di questi artefatti. Questa quest ci porterà ad esplorare la galassia, trovandoci più volte a fare i conti con piccoli e grandi conflitti, e dovremo decidere se unirci ad una delle due fazioni o cercare di restare neutrali, andando così a condizionare il corso degli eventi.

Setting

Lo scenario in cui si svolgono queste vicende è la Via Lattea, la nostra galassia, o meglio una sua porzione, che rappresenta l’universo esplorabile grazie alla tecnologia disponibile nel 2330. Il gravimotore è il sistema di propulsione che ci permetterà di saltare da un sistema all’altro in maniera istantanea, ma la sua portata è limitata dalle capacità della nostra nave. Nonostante questo, la mappa esplorabile non si può definire piccola: esistono infatti nel gioco più di mille pianeti, quasi tutti esplorabili, con caratteristiche diverse e materie prime da raccogliere. La maggior parte dei pianeti sarà per lo più disabitata, date le condizioni ambientali non sempre favorevoli. Occasionalmente potremo trovare avamposti, piccole colonie, rovine, relitti di navi spaziali di esplorare alla ricerca di materiali rari e loot. Sui pianeti più importanti, invece, ci saranno delle vere e proprie piccole città, piene di vita e di attività da svolgere, con tanti NPC pronti ad affidarci le missioni più disparate. In tal senso ci sono state un po’ di critiche, ma noi crediamo che sia tutto coerente con il realismo che Bethesda ha voluto conferire a quest’opera incentrata sull’esplorazione spaziale. I pianeti, infatti, hanno condizioni ambientali diverse, come gravità, atmosfera, radioattività e tossicità, che variano coerentemente con la grandezza del pianeta, la distanza dalla loro stella, il tipo di stella attorno a cui ruotano. Anche il periodo di rotazione, e conseguentemente il ciclo giorno/notte, cambiano coerentemente da un pianeta all’altro, e questo realismo scientifico si estende anche alla predominante scarsità di vita presente sulla maggior parte dei pianeti. Su alcuni pianeti potremo trovare anche vita aliena, sotto forma di animali e insettoni, che potremo scansionare, combattere, utilizzare per raccogliere “risorse organiche” e addirittura addomesticare. Per esplorare questa galassia avremo a disposizione una nave, inizialmente la Frontier, ma saremo presto in grado di modificarla, acquistarne altre o requisire le navi nemiche, una volta abbordate ed esserci occupati dell’equipaggio.

Combat system

Il sistema di combattimento è declinabile in due filoni, ovvero il combattimento a terra e quello tra navi spaziali. La prima tipologia sarà possibile grazie ad una grandissima varietà di armi bianche e da fuoco, con diverse tipologie di danno: fisico, energetico ed elettro-magnetico (non letale). Inoltre, è possibile infliggere diverse alterazioni di stato, come fuoco, ghiaccio, radiazioni, corrosione, sbilanciamento e tanti altri. Tutte le armi possono essere modificate al banco, con la possibilità di migliorare accuratezza, numero di munizioni per caricatore, stabilità dell’arma, rateo di fuoco oltre a poter applicare mirini, silenziatori e skin estetiche, a patto di avere sbloccato la skill di armaiolo necessaria. La mobilità in combattimento è un aspetto fondamentale, dato che molti scontri si svolgono in ambienti con più livelli e tanti nascondigli: possiamo quindi sfruttare il nostro jetpack o una scivolata, anche queste da sbloccare con le skill dedicate. I nemici si muovono spesso tra le coperture e reagiscono attivamente alle nostre azioni, il che rende il combattimento rapido e frenetico, con tanto divertimento. I combattimenti navali sono altrettanto veloci, caratterizzati da una interessante meccanica di deviazione dell’energia ai diversi sistemi, come scudi, armi, motore. L’obiettivo è quello di scaricare gli scudi della nave, per poi azzerarne l’integrità strutturale, e per farlo sono disponibili diversi tipi di armi, come laser, impulsi elettromagnetici e missili guidati. Oltre a distruggere le navi, acquisendo l’abilità correlata, saremo in grado di mirare ai motori per incapacitare la nave, per poi abbordarla e fare fuori l’equipaggio. Fatto questo, potremo decidere se requisire la nave o distruggerla, rendendo questa fase molto più realistica, rispetto ad altri titoli simili.

Componenti RPG

Starfield è sicuramente un titolo annoverabile nel genere RPG, seguendo il filone degli altri titoli Bethesda, come Oblivion, Skyrim e Fallout. Il sistema di creazione del personaggio è molto dettagliata e ricca dal punto di vista fisionomico, aggiungendo un background (ovvero la storia passata del personaggio, il mondo da cui proviene prima dell’avventura) che ricorda molto Mass Effect. Inoltre possiamo scegliere un massimo di tre tratti distintivi, che vanno dal credo religioso al famoso fan adorante che ci seguirà ovunque, tessendo le nostre lodi. Tutte queste scelte ci donano dei vantaggi durante alcuni dialoghi, sbloccando risposte uniche, più alcuni bonus e malus. Mentre il background non può essere cambiato, i tratti distintivi possono essere eliminati pagando, oppure attraverso missioni secondarie. Le scelte durante i dialoghi sono molteplici e portano sempre a risultati diversi: potremo infatti provare a persuadere, intimidire, corrompere i personaggi per ottenere quello che vogliamo, ma potremo agire anche attraverso gameplay, scegliendo di derubare o uccidere l’NPC in questione. Ma la componente di scelta non si limita a questo: in Starfield potremo decidere di intraprendere una o più carriere, ad esempio come membro delle forze dell’ordine o come cacciatore di taglie, pirata spaziale o fornitore di materie prime ai cantieri spaziali, giornalista o contrabbandiere, con una serie infinita di missioni per ciascuna di queste carriere. Sarà addirittura possibile richiedere la cittadinanza in uno degli insediamenti più grandi, sbloccando così la possibilità di accendere un mutuo per acquistare una casa tutta nostra. Le possibilità sono davvero infinite.

Progressione

In questo titolo è presente un corposo albero delle abilità, costituito da ben 82 abilità, divise in cinque categorie (fisica, sociale, combattimento, scienza e tecnologia) e quattro livelli per ogni categoria. Il giocatore riceve punti esperienza ogni volta che completa un obiettivo, uccide un nemico, scopre un nuovo luogo e così via. I punti esperienza ci permettono di aumentare di livello, e per ogni livello riceviamo un punto abilità. Questi punti possono essere utilizzati per sbloccare nuove abilità, oppure per aumentare il rango delle abilità già acquisite: per ogni abilità infatti ci sono quattro ranghi, che ci donano bonus crescenti, legati alla stessa abilità. Per salire di rango però non bastano solo i punti esperienza: ad ogni rango è infatti associata una sfida (ovvero utilizzare quella abilità un tot di volte) che ci permetterà di accedere al rango superiore solo dopo averla superata. Questo ci porta ad un totale di 328 punti abilità necessari a sbloccare tutto al massimo livello, ovvero raggiungere il livello 328 con il proprio personaggio, che rappresenta un’impresa troppo lunga, quindi bisogna concentrarsi sulle abilità che si utilizzano di più, scartandone a priori altre. Questo dona al gioco una grande rigiocabilità, poiché ci lascia la curiosità di esplorare le abilità che nel primo playthrough non abbiamo sbloccato.

Equipaggiamento

Oltre alle armi, di cui abbiamo già discusso, l’equipaggiamento del nostro personaggio è composto dal vestiario, che conta quattro diverse categorie, ovvero l’abito, la tuta spaziale, il casco e lo zaino. Tutti questi oggetti avranno un valore di resistenza ambientale ad effetti termici, radioattivi, corrosivi e tossici, oltre alla resistenza ai danni fisici, energetici ed elettromagnetici. Inoltre, gli oggetti più rari potranno garantirci effetti aggiuntivi di molti tipi diversi, come boost al danno o resistenze specifiche. Lo zaino ci permetterà anche di usare il jetpack, a patto di avere sbloccato la skill dedicata. Dal punto di vista estetico, ci sono tantissimi design diversi con diverse combinazioni di colori, che ci permetteranno di sbizzarrirci anche con la personalizzazione del look del nostro personaggio, godibile non solo nel menu di pausa, ma anche durante il gameplay, grazie alla possibilità di passare in ogni momento da una visuale in prima persona, a una terza persona sopra la spalla (a la God of War) e una terza persona più panoramica (che ricorda titoli come GTA). Sarà possibile potenziare l’abbigliamento al banco da lavoro ed aggiungere fino a quattro potenziamenti, sempre a patto di avere sbloccato la skill dedicata.

Costruzione navale e degli avamposti

Merita la nostra attenzione anche la possibilità di modificare le nostre navi spaziali, attraverso un builder solido e ricco di dettagli, sia funzionali che estetici. La nostra nave avrà bisogno di tante parti indispensabili al funzionamento, come motori, carrelli di atterraggio, un abitacolo di comando e un portellone di carico. Oltre a questo, ci sono tanti moduli abitativi, stive di carico, scudi, armi e tante parti estetiche per rendere la nostra nave gradevole alla vista. Le caratteristiche del vascello sono molte e dipendono dai componenti che abbiamo scelto: la potenza massima dei generatori, la velocità massima, la distanza di salto, il peso, la mobilità, il numero di membri dell’equipaggio trasportabili e così via. Tutte queste statistiche cambieranno quando cambieremo le parti della nostra nave. Le navi e tutti i componenti sono di quattro classi, A, B, C e D, e mentre la classe A sarà utilizzabile dal primo momento, tutte le altre classi sono bloccate dall’abilità di pilotaggio. Ci è piaciuto molto il fatto che i componenti vengano prodotti da fornitori diversi, e che non esiste un cantiere navale in cui potremo trovarli tutti, ma ogni cantiere avrà le sue parti disponibili, il che ci porterà a modificare più volte la nostra nave, sia per motivi estetici che funzionali, durante il nostro viaggio interstellare. In Starfield è anche possibile creare degli avamposti su qualsiasi pianeta: questi serviranno principalmente per raccogliere le risorse del pianeta su cui verranno creati, ma il builder ci permette di creare strutture che potranno ospitare coloni da noi assunti, ma anche fungere da casa lontano da casa, con tante opzioni di arredamento e personalizzazione estetica degli spazi.

Aspetti tecnici

Dal punto di vista tecnico il gioco si presenta bene, con una grafica sicuramente next-gen, anche se non rappresenta l’ultimo grido in termini di definizione, specialmente per quanto riguarda le luci e gli effetti particellari. Il Creation Engine 2 è migliorato molto dal punto di vista delle espressioni facciali, ma gli NPC risultano ancora un po’ fuori dal mondo, con le loro espressioni eteree e lo sguardo che sembra perdersi fuori campo. Il framerate nominale è di 30 FPS, anche se abbiamo notato piccole instabilità, specialmente quando ci sono molte azioni a schermo o quando muoviamo la telecamera molto velocemente. Il comparto audio e sonoro invece è spettacolare, con effetti molto realistici e convincenti, e una colonna sonora epica. Abbiamo provato il gioco su Xbox Series X, e risulta stabile su console, con crash molto rari. Starfield è veramente il titolo meglio rifinito al lancio per Bethesda, famosa per i tanti bug dei suoi giochi, che in questo caso sono rari e poco invasivi. Ci sono delle meccaniche che probabilmente verranno sistemate nelle prossime patch, soprattutto nello ship builder e nella costruzione degli avamposti, ma niente che impedisca di godere di queste fasi di gioco che offrono davvero tanto intrattenimento.

Conclusione

Starfield ha generato tantissime aspettative in tutti i gamer, e bisogna dire che la maggior parte sono state effettivamente rispettate: il titolo è effettivamente un Fallout nello spazio, ma offre una miriade di possibilità che ci terranno incollati allo schermo per centinaia di ore. Sia il mondo di gioco che le persone che lo popolano hanno un realismo intrinseco che ci affascina molto, come se il gioco ci desse l’opportunità di guardare un possibile futuro per la nostra specie. Unico neo che ci sentiamo in dovere di sottolineare, è che il viaggio tra pianeti e tra sistemi è sempre relegato ad un viaggio rapido, facendo sembrare l’universo di gioco come una serie di mini mappe incollate tra loro, rompendo la continuità naturale dello spazio. Capiamo però che ciò è stato necessario dal punto di vista tecnico, in modo da dare agli sviluppatori la possibilità di creare quel capolavoro che è Starfield. Il gioco emoziona e nutre quella curiosità e quella voglia di esplorare che ci fa tornare bambini, quando sognavamo di fare gli astronauti.